Abbiamo appreso dalla stampa che, nel giro di pochi giorni, il Sindaco Caselli ha sostituito gli assessori Scibilia, Sindoni e Martinez con gli assessori Pino, De Gaetano e Morsillo e che i due consiglieri di minoranza Nastasi e Filloramo, eletti nella lista “Movimento per il cambiamento”, sono entrati a far parte della maggioranza. La stampa però nel riportare la notizia non ha specificato che il neo assessore Pino, nominato da Caselli, appena tre anni fa si è presentato all’elettorato quale vicesindaco per la lista del “Movimento per il cambiamento”, tanto che ne abbiamo chiesto ed ottenuto la rettifica.
Gli obiettivi di questo mega rimpasto non potendo puntare su un improbabile rilancio dell’Amministrazione, rappresentano le prove generali della futura lista. Diversamente sarebbe impensabile che ci sia gente così sciocca da esporsi ad un anno dalla fine di una legislatura travagliata (perdita di tre consiglieri di maggioranza, sostituzione tre volte del vicesindaco, cambio di quattro assessori, gravissime denunzie da parte dei consiglieri di maggioranza usciti, incomunicabilità con la minoranza, inagibilità durante i lavori di consiglio comunale, ecc.) senza programmare il proprio futuro politico.
Per carità, rimpasto legittimo, la cui bontà sarà però confermata dai fatti.
Meno legittimo, almeno sotto il profilo etico, è il passaggio di Claudia Filloramo e Raffaele Nastasi nelle fila della maggioranza e l’entrata di Franco Pino nella Giunta Comunale, rinnegando così il gruppo del Movimentoperilcambiamento il cui risultato elettorale sfiorando la vittoria “li ha creati”.
E’ chiaro che senza il successo del Movimento non ci sarebbe stata storia per loro!
Come è altrettanto pacifico che essi sono stati votati per attuare il programma del Movimento e non quello di un’altra lista, tant’è che il ruolo assegnato loro dagli elettori è quello previsto per la minoranza di garanzia e di controllo. Gli elettori non si ingannano!
Il Movimento per il cambiamento ed i suoi consiglieri continueranno coerentemente a svolgere il ruolo di opposizione assegnato dagli elettori.
Questo significativo evento impone però
qualche riflessione. La naturalezza con la quale si è consumata questa
vicenda è solo inquietante! Silenzio stampa compreso! Siamo di fronte
ad un mondo in cui il trasformismo, l’inganno, il tradimento e la
slealtà non fanno più notizia, neppure se si accerta che il
tradimento ed il trasformismo appoggiano su una precisa base di interesse.
Questa nostra comunità, poi, non ha occasione di dibattiti e confronti,
è trascurata dalla televisione e da una stampa affidata a corrispondenti
locali con forti legami col potere dominante che tacciono sui problemi reali
e descrivono l’ambiente locale attraverso immagini surreali (dalla
sfilata di moda che richiamerebbe piazza di Spagna alla descrizione della
spiaggia che a volte sarebbe una biblioteca itinerante ed altre volte si
presenterebbe come un prato tutto verde). Le iniziative spontanee se non
provengono dal sistema vengono impedite, soffocate o limitate. I diritti
fondamentali vengono calpestati e nessuno ci fa caso, neppure le Autorità
che dovrebbero rimuovere gli impedimenti. Neppure le Autorità che
dovrebbero sanzionare gli abusi. Il mancato controllo del territorio e la
assenza di una rigorosa applicazione delle regole di legge sono motivo di
incertezza nel godimento dei diritti individuali e causa di litigi fra i
cittadini. Forse perché non ci sono leggi abbastanza chiare e giuste
a frenare gli egoismi privati? O piuttosto perché gli iter applicativi,
frantumandosi in rigagnoli di particolarismi, rendono possibile la creazione
di situazioni di prevaricazione ed ingiustizie?
Se ciò significa che l’Ente pubblico
è un fantoccio nella mani di chi muove le fila, non ci meravigliamo
che questa realtà crea un senso di abbandono nella gente e provoca
corruzione e vendita delle coscienze attraverso la distribuzione delle tante
briciole che compongono la torta.
Perciò la crisi giuridica e morale passa per la mercificazione della
dignità della vita: è il peccato di Giuda cui si diede un
valore di 30 denari.
I corruttori sono soliti affermare che tutti hanno un prezzo e chi non ce l’ha resta fuori dal gioco.
Se questo è il gioco, restarne fuori è una scelta di civiltà, per far sì che la giustizia ed i valori morali possano prendere piede.
Noi non smetteremo mai di contrastare questo gioco. Anche da soli!
Torregrotta 08 gennaio 2010
movimentotorregrotta@alice.it
CONTRASTARE IL GIOCO DEL CORRUTTORE