Il violento sopruso consumato dal sindaco dott. Antonino Caselli ai danni del gruppo politico “Movimento per il Cambiamento Torregrotta”, cui fu negata arbitrariamente l’utilizzazione della piazza pubblica per una manifestazione culturale, come documentato in modo esauriente nel sito del movimento, parve un atto di sopraffazione così grave che avrebbe provocato la reazione indignata di gruppi politici ed associazioni.
Invece non fu così : a quasi un mese dalla denuncia del fatto attraverso un pubblico manifesto dal titolo emblematico “Un giorno nero per la Democrazia” non sono pervenute né prese di posizione né attestazioni di solidarietà.
Un recente articolo del settimanale locale “L’Ideale” riporta così il fatto della piazza negata : “La polemica si è fatta pesante, ad agosto, tra il sindaco Caselli ed il gruppo consiliare “Movimento per il cambiamento”, che aveva chiesto la disponibilità di un luogo pubblico per una serata culturale. Caselli rispose picche e sono partite le lettere del gruppo agli organi superiori.”.
Il tenore dell’articolo, che, pur comprendendo gli spazi angusti della pagina editata e l’ineluttabile concisione giornalistica, qualifica l’ingiustizia denunciata dal Movimento come mera polemica politica, ed il sorprendente silenzio dei gruppi politici torresi, pongono degli interrogativi sull’esistenza di valori condivisi all’interno della nostra Comunità.
Il Movimento ha interpretato infatti quel diniego, al di là della sua abnormità giuridica, come atto di sopraffazione, abuso di potere, imposizione di dominio. Come altrimenti definirsi la negazione di un diritto costituzionalmente garantito giustificato da motivazioni evidentemente pretestuose ed arbitrarie ?
Se ciò che è interpretato da taluni come una minaccia per le libertà civili viene minimizzato o ignorato da altri, vuol dire che o non si condivide la pericolosità del fatto o che non si condivide il valore e l’importanza di quelle libertà che in democrazia tutelano i diritti di ciascun cittadino.
Sfido chiunque a definire innocuo il comportamento del sindaco Caselli : è chiaro che chi, oggi, non riconosce un diritto ad un gruppo di cittadini, non si può escludere che domani faccia altrettanto ai danni di altri cittadini.
Né devono trarre in inganno le tragicomiche motivazioni addotte dal Sindaco (secondo il quale i consiglieri non avrebbero diritto a organizzare manifestazioni pubbliche) : i consiglieri, prima ancora di essere rappresentanti della Comunità, sono innanzi tutto essi stessi cittadini !
Si deve allora ritenere che la libertà di manifestare, di riunirsi, di autodeterminarsi nella società in cui si vive non meriti di essere presidiata, difesa, tutelata ?
Esistono delle cinte invalicabili aldilà delle quali si esce fuori dalla civiltà, dalla democrazia ?
Quali sono quei valori fondanti che reggono una Comunità, per cui si è pronti a tutelare anche l’avversario politico nel segno di un reciproco riconoscimento del diritto di esistere ?
Stupisce particolarmente la cecità, forse genetica forse indotta da meschini calcoli politici, di quei gruppi che, concluse le elezioni, avevano promesso alla Comunità un vigile controllo, a presidio di legalità e democrazia, attraverso un "osservatorio permanente sull'attività dell'amministrazione comunale".
Si deve ritenere ingannevole quella armoniosa sinfonia eseguita da tali gruppi nel corso di una campagna elettorale traboccante di “democrazia”, “partecipazione”, “diritti”, ed altre parole dal suono suggestivo ?
21/09/06 - opinionista@movimentoperilcambiamentotorregrotta.it
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Politica e Solidarietà a Torregrotta :
quali i valori condivisi ?